Riserva di Sassoguidano
Ottobre 12, 2008
Ringrazio di cuore il VENTURA TRAVEL per la magnifica gita guidata alla Riserva di Sassoguidano. Il contatto con la natura e il verde mi ha rigenerato. Resoconto del tour:
ORATORIO DI SASSOMASSICCIO (685m);
L’oratorio è dedicato a Santa Maria e sorge nel punto in cui era posto il castello di Sassomassiccio, di cui non c’è più alcuna traccia. La facciata dell’oratorio è a capanna con ingresso architravato, ai lati piccole finestrelle e un rosone a semicerchio. Il campanile ha monofore sui 4 lati. Questa chiesetta è stata ricostruita nel ‘600 ed è famosa nella tradizione popolare per “l’eremita di sassomassiccio”: all’interno dell’oratorio, infatti, è sepolto il frate Antonio Francesco che nel 1690 restaurò l’oratorio rimanendovi poi per 29 anni in preghiera e penitenza.
La chiesa è dedicata a S. Paolo e probabilmente è sorta sulle fondamenta dell’antico castello di Sassoguidano che a sua volta fu edificato su una primitiva costruzione difensiva. Il castello di Sassoguidano risale al XI-XII secolo e fu a lungo conteso fra le fazioni dei Gualandelli e dei Montecuccolo. Del castello non rimane alcuna traccia, forse a causa di movimenti franosi. La chiesa occupa il punto più alto del rialzo roccioso che fronteggia il Cinghio di Malvarone, in una straordinaria collocazione paesaggistica con vista sulla sottostante valle del fiume Panaro e del torrente Lerna. La struttura della chiesa è semplice: una breve scalinata conduce a un portale in arenaria sormontato da un architrave triangolare e sostenuto da mensole concave. Il cippo monolitico che sovrasta il portale, presenta delle incisioni a bassorilievo di difficile interpretazione: sembra compaia la data “1200″. Il portale è sovrastato da una piccola finestrella-rosone. La torre campanaria è a pianta quadrata e risale al 1600-1700 quando ci fu il rifacimento della chiesa.
BORGO “LA TORRE” (751m)
Ai piedi della rupe su cui si erge Sassoguidano si trova un delizioso nucleo rurale a corte chiusa. E’ una costruzione del XVIII secolo, sorta su un precedente insediamento del Cinquecento. Il piccolo borgo è denominato “La Torre” per ricordare una torre non più presente, posta a controllo di questo tratto dell’antica strada checollegava Sassoguidano con Verica. Il borgo è costituito da 2 edifici che si affacciano su una corte interna allungata e stretta, nella quale probabilmente si svolgeva gran parte della vita sociale. All’ingresso c’è un ampio arco a tutto sesto affiancato da un più piccolo accesso. Su una pietra dell’arco d’ingresso è incisa la lettera T, iniziale di Torre. A sinistra dell’ingresso si trova un’oratorio con facciata semplice a capanna e portale sormontato da un rosone. Segue un lungo edificio di servizio agricolo collegato all’oratorio da un portico. Il nucleo abitativo è costituito da un rustico palazzo di dimensioni cospicue a due piani più sottotetto e con piano seminterrato destinato ai servizi. Su di esso elementi decorativi ed architettonici interessanti come una cornice di mattoni a dente di sega nel sottotetto, tipica del 1500, due portali, uno del 1500, l’altro del 1700. Sopra quest’ultmo ci sono tracce di uno stema gentilizio dipinto sulla fascia bianca intonacata che orna la parte superiore del muro esterno. Sul tetto un piccolo campanile a vela che fa pensare alla probabile presenza di una cappella all’interno della casa.
IL MULINO CORNOLA
PRANZO AL SACCO nel giardino accanto al mulino…
La Pietra di Bismantova
Giugno 2, 2008
Gita del 2 giugno alla Pietra di Bismantova (Reggio Emilia), luogo suggestivo per forme, colori e per le leggende che lo vedono protagonista: L’immaginario storico ha favoleggiato di un castello medievale imprendibile, le cui mura si elevavano fondendosi con le rocce delle sue scoscese pareti, ed ancora chi vi immaginò, nelle sue profonde fenditure, la casa del diavolo. Nel racconto popolare di tradizione cristiana l’acqua perenne che sgorga ai piedi del sasso, nei pressi dell’Eremo, è fonte miracolosa, segno del divino. L’Eremo stesso si dice fondato in quel luogo in seguito all’apparizione della Vergine, mentre l’immagine della Madonna sarebbe stata dipinta sulla roccia da mano non umana. Un’altra leggenda associa Bismantova a Canossa, i due luoghi più evidenti e più cari alla storia dell’Appennino Reggiano. Matilde viene infatti immaginata sulla Pietra, in un atteggiamento non dissimile da quello della Madonna, a fare crescere splendidi fiori in un giardino sovrannaturale e miracoloso. In una leggenda popolare si narra di un crociato che, ritornando alla propria casa nei pressi di Bismantova, venne tramortito da una luce fortissima e sovrannaturale che tramortì cavaliere e cavallo; rinvenuto vide che il cavallo era diventato un sasso ed il cavaliere, attirato da un riflesso, notò una grotta ove Maria adorava Gesù. Il cavaliere si avvicinò e, a memoria dell’evento miracoloso, fece erigere in quel luogo un Santuario. Ed ancora il diavolo protagonista di un altra leggenda: sempre in quel punto, sulla sommità, in una fenditura talmente profonda, c’è la sua casa; gettando all’interno del buco un sasso si può capire se il demonio è arrabbiato, ed in quel caso occorre andarsene subito, poiché salirebbe immediatamente a prenderti. Infine i miracoli della Madonna di Bismantova. Sono diversi, e scrupolosamente annotati fin dal primo miracolo, nel 1616, quando Lorenzo di Guido Torlaio da Costa, privo della vista da un occhio, poté riacquistarla dopo essere salito all’Eremo della Pietra di Bismantova.
La Pietra di Bismantova ha ispirato diversi poeti.
In primis I Modena City Ramblers che nel loro cd “Dopo il lungo inverno” dedicano alla pietra la canzone I prati di Bismantova:
« lo sguardo si perde
fino all’orizzonte
un falco risale
la cima del monte
è una nuova alba che avanza dentro di me »
I PGR (Per Grazia Ricevuta), di Giovanni Lindo Ferretti, nel disco “D’anime e d’animali” le dedicano la prima canzone dell’album, “Alla pietra”:
« Settore operativo euroasiatico
area occitana del sud
anno di riferimento locale: 2003, inizio estate
Pietra di Bismantova
Un temporale a scrosci, violento, tramonto
due arcobaleni splendenti
il concerto non si fa, non ci sarà
qui comanda l’acqua, comanda il vento
moderno è un ruolo subalterno »

E dulcis in fundo, Dante che la scalò e lo ispirò nella descrizione del Monte del Purgatorio del IV canto:
« Vassi in Sanleo e discendesi in Noli,
montasi su in Bismantova e ’n Cacume
con esso i piè; ma qui convien ch’om voli;
dico con l’ale snelle e con le piume
del gran disio, di retro a quel condotto
che speranza mi dava e facea lume »
Per ulteriori info sulla Pietra: http://it.wikipedia.org/wiki/Bismantova
Il pavone…
Aprile 28, 2008
finalmente il bel tempo…
Aprile 27, 2008
Dopo mesi di grigio e freddo finalmente il SOLE ha fatto capolino… week-end lungo di bel tempo, sole e passeggiate nel verde… come non era stato possibile da tempo…
25 Aprile Festa della Liberazione dal nazi-fascismo … festa della democrazia e della libertà ritrovata… ma anche occasione per festeggiare la liberazione dal grigio mal tempo dei giorni precedenti e dalla opprimente costrizione in uffici/fabbriche …
I sassi di Rocca Malatina e un dettaglio dei fiori accanto al centro visite dei Sassi (fonte: il mio N70!!)
H2Oro – L’ACQUA E’ UN DIRITTO DELL’UMANITA’
Aprile 1, 2008

(Nella foto Fabrizio De Giovanni in scena – Fonte: dalla rete)
Domenica 31 marzo, presso il Teatro della Polisportiva di Formigine si sono tenuti 2 eventi davvero interessanti (GRAZIE 1000 Marco per avermi coinvolto in queste iniziative!! Continua a farlo ti prego!!): il primo – una conferenza sull’acqua tenuta da Alberto Angela sull’acqua e in particolare sull’acquedotto ai tempi dell’antica Roma.
A seguire, il bravissimo FABRIZIO DE GIOVANNI della Compagnia Teatrale ITINERARIA (www.itineraria.it) ha portato in scena uno spettacolare teatro-documento per:
sostenere il diritto all’acqua per tutti, ribadendo il concetto ovvio ma forse non sempre condiviso che l’acqua è un DIRITTO FONDAMENTALE dell’uomo, come il respirare e come tale deve restare fuori dalle logiche di mercato;
riflettere sui paradossi e gli sprechi degli italiani che, con un atteggiamento ottuso e ignorante “foraggiano” le multinazionali dell’acqua acquistando in maniera irrazionale acqua minerale anzichè bere l’acqua che sgorga – quasi gratuitamente dal rubinetto di casa - sottoposta a norme più restrittive dal punto di vista della salute e dei controlli.
La speranza è che con la presa di coscenza di questi fatti e con comportamenti più consapevoli e razionali da parte di tutti si possa impedire che l’acqua diventi “l’oro blu” del XXI secolo, dopo che il petrolio è stato “l’oro nero” del secolo XX.
L’acqua deve essere riconsiderata come bene comune, patrimonio dell’umanità.
L’accesso all’acqua potabile è un diritto umano e sociale imprescrittibile, che deve essere garantito per tutti gli esseri umani. Perché questo avvenga bisogna sottrarre l’acqua alla logica del mercato e ricollocarla nell’area dei beni comuni, a cui devono poter accedere tutti gli abitanti della Terra con pari diritti, comprese le generazioni future.
Visitate il sito www.itineraria.it E ANDATE A VEDERE I LORO SPETTACOLI. Sono bravissimi e preparatissimi!










