Giovedi 19 Giugno – Sala Gialla di Palazzo Barbieri a Vignola (MO).
Quello che nessuno avrebbe mai potuto immaginare è accaduto. Davanti ad un pubblico in trepida attesa e “tremante al solo pensiero dell’immane tragedia che di li a poco si sarebbe ricelebrata sotto i propri occhi ingenui” come ha detto una delle spettatrici più appassionate, la serata agro-dolce dedicata all’abbinamento insolito CORAZZATA POTEMKIN-GIACOBAZZI ha avuto luogo.
Un selezionatissimo pubblico di appassionati del genere ha riempito la sala gialla (detta anche Sala dei d’accordo) di Palazzo Barbieri a Vignola. I preziosi e richiestissimi biglietti-invito erano esauriti da tempo e si mormora di resse e risse per procurarseli.
L’organizzatrice dell’evento-spettacolo, Chiara Saltalthè ha dichiarato alla fine della proiezione: “E’ stata una sfida per tutti noi l’organizzazione. Volevamo una serata che facesse pensare e credo che ci siamo riusciti: La Corazzata Potemkin è qualcosa che colpisce ancora oggi, nel 2007, lo spettatore… è come un pugno nello stomaco perchè parla di oppressi che si ribellano ai loro oppressori e alla fine vincono… senza violenza, ma facendo capire a quelli che dovrebbero diventare i loro carnefici, che sono loro compagni… di sventura… di lì ad abbassare fucili e cannoni il passo è breve. Giacobazzi dopo la Corazzata è stata una mia decisione ardita ma consapevole. Ho temuto che non venisse compreso l’abbinamento ma il pubblico ha capito che dopo la tempesta torna di nuovo il sereno e che anche con l’ironia si possono denunciare cose che non vanno: il consumismo che spinge a tenere aperti gli ipermercati anche di domenica, gente che si arricchisce inquinando i nostri mari… e la stupidità delle mode…”.
La serata è riuscita. Chiara Saltalthè è sicuramente destinata ad oscurare la fama di Daniela Santanchè in quanto organizzatrice di eventi mondani…

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…. Ringraziamo sempre chi l’ha votato… Ricordiamoci sempre che “SILVIO E’ SCESO IN CAMPO PER NOI…………………..”

La Pietra di Bismantova

Giugno 2, 2008

Gita del 2 giugno alla Pietra di Bismantova (Reggio Emilia), luogo suggestivo per forme, colori e per le leggende che lo vedono protagonista: L’immaginario storico ha favoleggiato di un castello medievale imprendibile, le cui mura si elevavano fondendosi con le rocce delle sue scoscese pareti, ed ancora chi vi immaginò, nelle sue profonde fenditure, la casa del diavolo. Nel racconto popolare di tradizione cristiana l’acqua perenne che sgorga ai piedi del sasso, nei pressi dell’Eremo, è fonte miracolosa, segno del divino. L’Eremo stesso si dice fondato in quel luogo in seguito all’apparizione della Vergine, mentre l’immagine della Madonna sarebbe stata dipinta sulla roccia da mano non umana. Un’altra leggenda associa Bismantova a Canossa, i due luoghi più evidenti e più cari alla storia dell’Appennino Reggiano. Matilde viene infatti immaginata sulla Pietra, in un atteggiamento non dissimile da quello della Madonna, a fare crescere splendidi fiori in un giardino sovrannaturale e miracoloso. In una leggenda popolare si narra di un crociato che, ritornando alla propria casa nei pressi di Bismantova, venne tramortito da una luce fortissima e sovrannaturale che tramortì cavaliere e cavallo; rinvenuto vide che il cavallo era diventato un sasso ed il cavaliere, attirato da un riflesso, notò una grotta ove Maria adorava Gesù. Il cavaliere si avvicinò e, a memoria dell’evento miracoloso, fece erigere in quel luogo un Santuario. Ed ancora il diavolo protagonista di un altra leggenda: sempre in quel punto, sulla sommità, in una fenditura talmente profonda, c’è la sua casa; gettando all’interno del buco un sasso si può capire se il demonio è arrabbiato, ed in quel caso occorre andarsene subito, poiché salirebbe immediatamente a prenderti. Infine i miracoli della Madonna di Bismantova. Sono diversi, e scrupolosamente annotati fin dal primo miracolo, nel 1616, quando Lorenzo di Guido Torlaio da Costa, privo della vista da un occhio, poté riacquistarla dopo essere salito all’Eremo della Pietra di Bismantova.

La Pietra di Bismantova ha ispirato diversi poeti.
In primis I Modena City Ramblers che nel loro cd “Dopo il lungo inverno” dedicano alla pietra la canzone I prati di Bismantova:
« lo sguardo si perde
fino all’orizzonte
un falco risale
la cima del monte
è una nuova alba che avanza dentro di me »

I PGR (Per Grazia Ricevuta), di Giovanni Lindo Ferretti, nel disco “D’anime e d’animali” le dedicano la prima canzone dell’album, “Alla pietra”:
« Settore operativo euroasiatico
area occitana del sud
anno di riferimento locale: 2003, inizio estate
Pietra di Bismantova
Un temporale a scrosci, violento, tramonto
due arcobaleni splendenti
il concerto non si fa, non ci sarà
qui comanda l’acqua, comanda il vento
moderno è un ruolo subalterno »


E dulcis in fundo, Dante che la scalò e lo ispirò nella descrizione del Monte del Purgatorio del IV canto:
« Vassi in Sanleo e discendesi in Noli,
montasi su in Bismantova e ’n Cacume
con esso i piè; ma qui convien ch’om voli;
dico con l’ale snelle e con le piume
del gran disio, di retro a quel condotto
che speranza mi dava e facea lume »

Per ulteriori info sulla Pietra: http://it.wikipedia.org/wiki/Bismantova